Lasciato il Grand Canyon Village, ci si rimette in viaggio verso ovest. Una deviazione verso nord porta a Flagstaff, città universitaria e sede del Lowell Observatory, dove nel 1930 fu scoperto il pianeta (nano) Plutone; il centro storico conserva ancora oggi l'atmosfera e le insegne al neon originali della Route 66.
Si torna quindi sulla Route 66 vera e propria a Williams, ultima città ad essere bypassata dall'Interstate 40 nel 1984 e per questo soprannominata "Gateway to the Grand Canyon", da cui parte ancora oggi lo storico treno turistico Grand Canyon Railway. Proseguendo verso ovest si arriva a Seligman, la città che più di ogni altra ha dato vita al movimento di conservazione della Historic Route 66: fu qui che nel 1987 il barbiere Angel Delgadillo fondò la prima associazione statale per salvare la strada dall'oblio dopo la sua declassificazione ufficiale del 1985.
Proseguendo si incontra il caratteristico Hackberry General Store, uno dei negozi-museo più fotografati dell'intera Route 66, prima di attraversare Peach Springs e raggiungere Kingman, importante snodo storico della strada. Da qui si può scegliere di deviare verso nord per visitare la Hoover Dam, una delle dighe più imponenti al mondo costruita negli anni '30 sul fiume Colorado, e la vicina Boulder City, prima di tornare verso Kingman e proseguire fino a Las Vegas, la capitale mondiale del gioco d'azzardo, che si raggiunge in serata.
Luoghi interessanti in zona che non abbiamo visitato di persona, segnalati per chi vuole approfondire.
Situato a 2.200 metri di quota a Flagstaff, in Arizona, il Lowell Observatory è uno dei centri di ricerca astronomica più famosi al mondo. Fondato nel 1894 da Percival Lowell, questo storico sito deve la sua fama globale alla straordinaria scoperta di Plutone, avvenuta nel 1930 per mano di Clyde Tombaugh. Circondato dai cieli limpidi della prima "città internazionale del cielo buio", l'osservatorio unisce ancora oggi una pionieristica ricerca scientifica a un affascinante percorso per visitatori.
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Il centro storico di Flagstaff, in Arizona, racchiude l’autentico fascino del vecchio West lungo l’iconica Route 66. Caratterizzato da storici edifici in mattoni rossi di fine Ottocento e inizio Novecento, oggi il quartiere è un vivace polo culturale e sociale. Passeggiando tra le sue strade si incontrano gallerie d'arte, boutique indipendenti, storici hotel e una rinomata scena di birrifici artigianali. È il cuore pulsante della città, capace di fondere perfettamente nostalgia vintage e dinamismo moderno.
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Situato a breve distanza da Flagstaff, il Walnut Canyon National Monument è un tesoro archeologico e naturale straordinario. Il canyon custodisce oltre ottanta dimore rupestri incastonate nelle pareti di roccia calcarea, costruite dal popolo Sinagua circa 800 anni fa. Percorrendo i sentieri panoramici, come il suggestivo Island Trail, i visitatori possono avvicinarsi incredibilmente a queste antiche abitazioni e godere di viste mozzafiato su una gola ricca di biodiversità e storia.
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La Grand Canyon Railway è una storica linea ferroviaria che dal 1901 collega la caratteristica cittadina di Williams, in Arizona, al maestoso South Rim del Grand Canyon. Questo affascinante viaggio a bordo di carrozze d'epoca restaurate offre ai passeggeri un'indimenticabile esperienza d'altri tempi. Lungo il percorso di oltre cento chilometri, tra fitte foreste di pini e praterie selvagge, il tragitto è animato da musicisti folk e divertenti rievocazioni di assalti al treno in stile vecchio West.
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Situato tra le fitte foreste di pini di Williams, in Arizona, il Bearizona Wildlife Park è uno straordinario parco faunistico che offre un'esperienza di safari unica nel suo genere. I visitatori possono guidare i propri veicoli attraverso oltre tre chilometri di habitat naturali per osservare da vicino la fauna selvatica nordamericana, tra cui orsi neri, lupi grigi, bisonti e capre di montagna. Il parco include anche un'area pedonale per ammirare animali più piccoli e assistere a emozionanti spettacoli di rapaci.
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Situato a Seligman, lungo la leggendaria Route 66 in Arizona, il Return to the 50s Museum è un vero e proprio viaggio nostalgico nel tempo. Questo singolare museo-negozio celebra l'epoca d'oro americana degli anni '50 con una straordinaria collezione di cimeli vintage. Tra auto d'epoca scintillanti, vecchie pompe di benzina, locandine retrò e juke-box, i visitatori possono respirare l'atmosfera autentica del dopoguerra. Un punto di sosta imperdibile per chiunque voglia rivivere il mito della "Mother Road".
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Seligman, in Arizona, ospita il Roadkill 66 Cafe, l'OK Saloon e un annesso Gift Shop, che insieme rappresentano una delle tappe più stravaganti e iconiche lungo la storica Route 66. Questo complesso incarna perfettamente l'atmosfera nostalgica e il senso dell'umorismo tipici del "Mother Road", offrendo ai viaggiatori non solo un punto di ristoro e intrattenimento dal carattere unico, ma anche una vasta gamma di souvenir tematici che celebrano la cultura e la storia della leggendaria autostrada americana.
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Peach Springs, in Arizona, è una località di particolare interesse situata lungo la storica Route 66. Oltre a essere un punto di accesso strategico per le avventure verso il settore occidentale del Grand Canyon, è il cuore amministrativo della tribù Hualapai. Questo luogo offre ai viaggiatori un'autentica esperienza nel cuore della cultura nativa americana, mantenendo un legame profondo con le tradizioni del territorio e offrendo una prospettiva unica sulla storia e sulla vita contemporanea della nazione Hualapai nel Sud-ovest.
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Le Grand Canyon Caverns, situate nei pressi di Peach Springs, in Arizona, rappresentano una delle attrazioni geologiche più affascinanti della regione. Queste vaste caverne sotterranee, scoperte nel 1927, si trovano a una notevole profondità e offrono ai visitatori un'esperienza unica, permettendo di esplorare formazioni rocciose spettacolari in un ambiente naturalmente fresco e asciutto. Oltre al loro valore geologico, le caverne hanno una storia curiosa legata alla cultura americana del XX secolo, diventando una tappa iconica per i viaggiatori che percorrono la storica Route 66 in cerca di avventure sotterranee
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La Hoover Dam, situata vicino a Boulder City, in Nevada, è una delle più imponenti e celebri opere di ingegneria del XX secolo. Costruita tra il 1931 e il 1936 sul fiume Colorado, la diga sbarra il Black Canyon creando il lago Mead, il più grande bacino artificiale degli Stati Uniti. Oltre alla sua funzione cruciale per la gestione idrica e la produzione di energia elettrica, la struttura è un'icona del design Art Déco e una tappa fondamentale per chi visita la regione, offrendo una visione storica sulla costruzione che ha plasmato il Sud-ovest americano.
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Il Boulder City Historic District, situato a Boulder City, in Nevada, rappresenta un pezzo importante della storia americana del XX secolo. La città fu originariamente costruita negli anni '30 per ospitare i lavoratori impiegati nella costruzione della vicina diga di Hoover. Oggi, il distretto storico conserva gran parte dell'architettura e dell'atmosfera dell'epoca, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire le radici di questa comunità pianificata, che rimane una testimonianza affascinante dello sviluppo infrastrutturale del Sud-ovest.
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Il Mohave Museum of History & Arts, situato a Kingman, in Arizona, è un centro culturale dedicato alla conservazione e alla celebrazione del ricco patrimonio storico e artistico della contea di Mohave. Il museo offre ai visitatori una panoramica dettagliata sulla storia locale, che spazia dalle culture dei nativi americani all'epopea dei pionieri, fino allo sviluppo legato alla leggendaria Route 66 e alle attività minerarie della regione. Attraverso le sue esposizioni permanenti e temporanee, la struttura funge da punto di riferimento fondamentale per chi desidera approfondire le tradizioni, le storie e l'evoluzione che hanno plasmato questa affascinante area dell'Arizona.
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Seven Magic Mountains è una celebre installazione artistica pubblica creata dall'artista svizzero Ugo Rondinone. Situata nel deserto del Nevada, a circa 15 chilometri a sud di Las Vegas, l'opera è composta da sette imponenti sculture costituite da massi calcarei giganti, dipinti con colori vivaci e sovrapposti verticalmente. Questa creazione colorata crea un forte contrasto con il paesaggio desertico circostante ed è diventata, fin dalla sua inaugurazione nel 2016, una delle attrazioni artistiche più fotografate e visitate della zona.
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Il centro di Las Vegas, noto come Downtown Las Vegas, è il cuore storico e vibrante della città. A differenza della celebre Strip, questa zona offre un'atmosfera più autentica e retro, caratterizzata da iconici casinò classici, la famosa Fremont Street Experience con il suo spettacolo di luci, oltre a una scena artistica e gastronomica in continua crescita che attira visitatori in cerca di un lato diverso e vivace della città.
🔗 Scopri di piùGli stemmi della Route 66 dipinti direttamente sull'asfalto, incontrati lungo questa tappa.
I Painted Shield sono opera di città, contee o singoli stati: non fanno parte del sistema ufficiale di Passport Point. Non è un elenco chiuso: alcuni scompaiono per usura del manto stradale o ripavimentazioni, altri ne vengono dipinti nel tempo. Qui riportiamo solo quelli che abbiamo documentato di persona lungo questa tappa.
Locali e visitor center di questa tappa dove timbrare il passaporto ufficiale della Route 66.
È importante fare una distinzione fondamentale: non esiste un unico sito "universale" per tutte le tappe, perché esistono diversi programmi di passaporto (alcuni statali, altri privati) che operano in parallelo. Ecco dove trovare le informazioni ufficiali a seconda del passaporto che stai utilizzando:
Consiglio pratico: poiché le tappe partner possono variare tra un'edizione e l'altra (e talvolta alcuni esercizi commerciali chiudono o cambiano), la fonte più attendibile in assoluto rimane sempre il libretto fisico che hai acquistato. Controlla sempre l'elenco stampato all'interno del tuo passaporto: quello è l'unico che fa fede per la raccolta dei timbri specifici per la tua edizione.
📍 Seligman
22265 Historic Rte 66, Seligman, AZ 86337
🔗 Vedi il POI collegato📍 Kingman
120 W Andy Devine Ave, Kingman, AZ 86401
🔗 Vedi il POI collegato📍 Seligman
22401 Historic Rte 66, Seligman, AZ 86337
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Il Ritorno sulla Mother Road, l'Anello di Seligman e le Luci del Nevada
Lasciare l'immenso abisso del Grand Canyon (circa 2070 metri) significa ridiscendere verso sud attraverso lo snodo di Cameron ed Edmond, puntando decisi verso la pinetina d'alta quota di Flagstaff (circa 2100 metri), dove ci si ricongiunge ufficialmente con lo storico asfalto della Route 66. Da qui, la strada corre verso ovest attraverso Parks e la pittoresca cittadina montana di Williams (circa 2060 metri). Dal parabrezza la visuale è inizialmente dominata dai fitti boschi di pini ponderosa e dall'aria frizzante di montagna, con la carreggiata che asseconda le dolci curve e i saliscendi delle ferrovie della Santa Fe. I toni dell'oro della vegetazione alpina e il verde scuro degli alberi incorniciano una guida fluida e rilassante.
La vera magia della Mother Road si palesa superando Williams, dove la strada imbocca il leggendario tratto che conduce a Seligman (circa 1600 metri), universalmente considerata la culla della rinascita della Route 66. Il paesaggio montano cede bruscamente il passo a una pianura desertica, arida e battuta dal sole. Dal finestrino si respira l'atmosfera nostalgica dei vecchi empori, delle stazioni di servizio storiche e dei motel ricoperti di cimeli vintage.
Continuando verso ovest, la strada si addentra nel cuore della riserva Hualapai attraversando Peach Springs (circa 1460 metri), dove l'asfalto corre solitario e piatto tra calanchi di arenaria beige, bassi cespugli secchi e vecchi pali del telegrafo che si stagliano contro un cielo immenso.
La rotta raggiunge poi lo snodo desertico di Kingman (circa 1000 metri), da cui si abbandona nuovamente il tracciato della Route 66 per puntare dritti verso nord-ovest in direzione del Nevada. La strada inizia a scendere in modo deciso verso la valle del fiume Colorado, superando l'imponente barriera della diga Hoover e attraversando l'ordinata oasi di Boulder City (circa 760 metri). La transizione ecologica qui è definitiva: la terra rossa dell'Arizona si trasforma nel deserto del Mojave, caratterizzato da distese di sabbia grigia, sassi e piante di Yucca.
L'ultimo tratto è un lungo nastro d'asfalto rettilineo che taglia la desolata valle desertica fino a rivelare, all'orizzonte, la vertiginosa e surreale skyline di specchi e acciaio di Las Vegas (circa 610 metri), le cui imponenti torri e luci al neon si accendono prepotenti nel cuore del deserto del Nevada.