Situato nel cuore storico di Williams, in Arizona, il Williams Visitor Center ha sede all'interno dell'antico deposito merci della ferrovia Atchison, Topeka and Santa Fe, un affascinante edificio in mattoni rossi e legno risalente al 1901. Essendo Williams universalmente nota come la "Porta del Grand Canyon", questo centro rappresenta la sosta strategica perfetta per pianificare l'esplorazione del celebre parco nazionale e della circostante Foresta Nazionale di Kaibab.
Al suo interno, i viaggiatori vengono accolti da un'atmosfera d'altri tempi, arricchita da esposizioni storiche sulla ferrovia, cimeli della Route 66 e una ricca selezione di artigianato locale, che raccontano la transizione della città da avamposto di boscaioli e minatori a capitale della nostalgia automobilistica.
Il 13 ottobre 1984 è una data impressa a fuoco nella memoria collettiva di Williams, e lo storico deposito che oggi ospita il centro visitatori ne fu testimone diretto. Quel giorno, con l'apertura dell'ultimo tratto della superstrada Interstate 40, Williams divenne ufficialmente l'ultimissima città in assoluto lungo tutta la Route 66 a essere superata e tagliata fuori dalla viabilità moderna. Molti compresero che quel momento avrebbe potuto decretare la morte economica della città, ma gli abitanti decisero di non arrendersi e organizzarono una vera e propria sfilata funebre allegorica lungo la via principale. Con grande ironia, misero in scena il "funerale" della Route 66, con tanto di carro funebre e corone di fiori, per dare l'estremo saluto alla storica strada. Tuttavia, quella che doveva essere una cerimonia d'addio si trasformò nel primo, clamoroso atto di ribellione nostalgica: la comunità si unì con tale forza da riuscire, negli anni successivi, a far dichiarare la Route 66 "Strada Storica", inventando di fatto il turismo retro che oggi attira milioni di visitatori proprio al Visitor Center di Williams.