All'indirizzo 222 Rep. John Lewis Way South, nel cuore di Downtown Nashville, il museo racconta oltre un secolo di storia della musica country attraverso cimeli che sembrano usciti da una leggenda: la Cadillac Eldorado del 1960 tutta ricoperta di dollari d'argento appartenuta a Elvis, i costumi scintillanti disegnati da Nudie Cohn per Dolly Parton e Porter Wagoner, le chitarre autografate di Johnny Cash e Willie Nelson.
Fondato nel 1961, il museo è anche sede della Nashville Songwriters Hall of Fame e della Hall of Fame Rotunda, dove le placche di bronzo dei membri più importanti sono disposte senza gerarchie, tutte alla stessa altezza, a simboleggiare l'uguaglianza tra gli artisti che hanno costruito il genere.
Un aneddoto racconta che, quando negli anni '60 il country iniziò a "ripulirsi" per conquistare un pubblico più ampio (il cosiddetto "Nashville Sound", con archi ed eleganza da studio invece dei suoni grezzi del honky-tonk), molti puristi si infuriarono —
eppure fu proprio quella trasformazione, oggi celebrata nel museo con una sezione dedicata, a salvare il genere dal declino commerciale che stava vivendo negli Stati Uniti alla fine degli anni '50. È un buon punto per capire, fin dall'inizio del viaggio, come la storia della musica americana sia fatta anche di scelte commerciali coraggiose tanto quanto di talento puro.