Lasciando l'asfalto della Route 66 a Lupton e imboccando la US-191 verso nord, il paesaggio si trasforma in un viaggio magnetico nel cuore della Nazione Navajo fino a Chinle. Questa strada solitaria taglia calanchi desertici, praterie sconfinate e spettacolari formazioni di roccia vulcanica ed arenaria. Man mano che ci si avvicina a Chinle, l'orizzonte si stringe attorno ai monumentali e sacri canyon del Canyon de Chelly National Monument. È un percorso mistico di circa 75 miglia, dove la fretta svanisce e si entra in contatto profondo con la cultura, il silenzio e la terra dei nativi americani
Chinle e l'area circostante della riserva sono state la culla dei leggendari Navajo Code Talkers, i nativi americani reclutati dai Marines durante la Seconda Guerra Mondiale per trasmettere messaggi top secret. Poiché la lingua Navajo non era scritta ed era strutturalmente incomprensibile per chiunque all'infuori della tribù, gli esperti di crittografia giapponesi non riuscirono mai a decifrare il codice. Molti dei giovani partiti da queste sperdute vallate desertiche si ritrovarono catapultati sulle isole del Pacifico, usando parole della loro terra per descrivere la guerra moderna: ad esempio, per dire "bombardiere" usavano la parola navajo che significa gazza, e per "silurante" dicevano pesce sottomarino. Senza questa deviazione e il sapere dei nativi di questa regione, la storia stessa del Novecento sarebbe stata diversa.